Si tratta di uno studio di fase 2 della durata di 2 anni per la valutazione dell’efficacia, della sicurezza e della tollerabilità di questo prodotto nella forma precoce di Alzheimer (Alzheimer prodromica)
I pazienti hanno un’età compresa tra i 50 e gli 80 anni e diagnosi di declino cognitivo lieve. Sono previste valutazioni neuropsicologiche e strumentali (RM e PET amiloide dell’encefalo).
Il principio attivo è lo zinco, che blocca l’eccesso di rame libero nel sangue (rame non-ceruloplasminico) ripristinandone i livelli fisiologici. In questo modo si mira a contrastare gli effetti tossici del rame libero, quali la formazione di placche di proteina β-amiloide e i grovigli di proteina tau, che causano la neurodegenerazione con successiva morte neuronale. È stato osservato che valori di rame non-ceruloplasminico più alti del normale (> 1,6 μmol/L) si riscontrano nel 50% dei pazienti con malattia di Alzheimer e con malattia di Alzheimer prodromica. Pertanto, la terapia con zinco può avere un potenziale effetto benefico per contrastare il declino cognitivo.
Il reclutamento è in corso. Il termine del reclutamento è previsto per dicembre 2022.